Virgo



Commento astronomico

La Vergine è una delle costellazioni più grandi del cielo, si stende ampiamente in longitudine sull'equatore celeste, sopra a Coppa, Idro e Corvo e sotto Bootes.
Non è ricca di stelle luminose, ma si può localizzare grazie alla sua stella più brillante, a Vir, Spica, “spiga” una stella doppia di magnitudine 1, che varia di luminosità con un ciclo di pochi giorni e che si trova vicino all'eclittica. E' una stella conosciuta e venerata presso molti popoli antichi per la sua luminosità e per una antichissima levata eliaca che coincideva con il tempo dei raccolti (quarto millennio). Spica e Protrygeta, “vendemmiatrice”, e Vir, conferiscono alla costellazione una funzione di protrettrice dei raccolti e della fertilità che compare in molte identificazioni: Demetra, Iside, Atargati. Con Arturo di Bootes e Denebola del Leone, Spica costituisce il vertice più meridionale dell'asterismo detto Triangolo di primavera.
Confrontando la posizione di Spica in cielo al suo tempo e 150 anni prima Ipparco scoprì il fenomeno delle precessione degli equinozi.

Catastersmi e identificazioni mitiche
La costellazione viene identificata in Arato con Dike, la dea della Giustizia, che anche se ha abbandonato la terra per la cattiveria degli uomini, tuttavia ancora mostra dal cielo la sua immagine come fonte di ispirazione indispensabile all'agire umano. Altre identificazioni si leggono in Igino: Demetra, Iside, Atargati. Era Erigone figlia di Icario nel poema omonimo di Eratostene: suo padre, caro a Dioniso, aveva ricevuto il vino in dono dal dio e l'aveva offerto ad alcuni pastori, i quali, spaventati per gli effetti della bevanda lo avevano accusato di averli avvelenati e ucciso; quando, con l'aiuto del cane Mera, scoprì il cadavere del padre, Erigone si impiccò per il dolore.