London, British Library, ms. Additional 15819

Nome:London, British Library, ms. Additional 15819
Istituzione:London, British Library
Luogo d'origine:Firenze, Italia
Secolo:XV
Data:1470 ca.
Scrittura:minuscola umanistica

Ms. pergamenaceo di origine italiana, scritto intorno al 1470 per la biblioteca del banchiere fiorentino Francesco Sassetti (di cui compaiono lo stemma sul frontespizio e l'ex libris sull'ultimo foglio). Nel 1846 si trovava a Parigi, dove venne acquistato dalla British Library. Si tratta di una delle copie fiorentine del famoso ms. degli Aratea di Germanico, scoperto da Poggio in Sicilia e poi andato perduto (c.d. Siciliensis deperditus, siglato Σ da Le Bœuffle); la British Library ne possiede anche un'altra copia, il ms. London, British Library, ms. Egerton 1050.


Il ms. reca al f. 1r il titolo: ARATHI FRAGMENTVM CVM COMMENTO NOVITER REPERTVM IN SICILIA INCIPIT.

Contenuto del ms.:

ff. 1r-2r: Genus Arati.

ff. 2r-4r: introduzione astronomica (excerptum dagli Scholia Sangermanensia in Germanicum), con planisfero al f. 3.

ff. 4v-48v: Germanici Caesaris Aratea (vv. 1-430), cum Scholiis Sangermanensibus, corredato da 37 immagini di costellazioni.

ff. 49r-51r: frammenti di Germanico.

ff. 51v-55v: excerptum dagli Scholia Sangermanensia in Germanicum (De Sole et Luna) con immagini dei due pianeti.

ff. 55v-58v: excerptum dal libro XVIII della Naturalis Historia di Plinio.

ff. 58v-61v: excerptum dal libro XVIII della Naturalis Historia di Plinio.

ff. 61v-62r: De polis mundi, corredato da un'immagine di Austronoto.

ff. 62-71: excerptum dal libro XVIII della Naturalis Historia di Plinio, seguito senza soluzione di continuità da un excerptum dal libro IV del De Astronomia di Igino.


Il ms. fu copiato con attenzione filologica, come dimostrano alcune annotazioni dello scriba. Per esempio, f. 1v: Delecte erant littere et legi haudquaquam potuerunt; f. 2r: Hic littere propter vetustatem non potuerunt legi; f. 71: Plura defficiunt que propter vetustatem et quinternionum fractionem colligi nequaquam potuerunt.


Bibliografia: Saxl vol. III (Saxl-Meier 1953), pp. 51-53.

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Autore: Fabio Guidetti