London, British Library, ms. Harley 647

Nome:London, British Library, ms. Harley 647
Istituzione:London, British Library
Luogo d'origine:Francia (diocesi di Reims)
Secolo:IX
Data:metà del IX sec.
Scrittura:minuscola carolina, capitale rustica

Ms. pergamenaceo di origine francese, scritto intorno alla metà del IX sec. (il f. 1 e il f. 21v furono aggiunti successivamente). L'ambito di provenienza è probabilmente la diocesi di Reims, anche se già nel XV secolo il manoscritto si trovava in Inghilterra, presso la biblioteca dell'abbazia di S. 'Agostino a Canterbury; dopo la dissoluzione dei monasteri, entrò nella collezione Babyngton (XVI sec.) e poi in quella Harley (XVIII sec.), che fu venduta al British Museum nel 1753.

Questo è il più antico dei 4 testimoni illustrati degli Aratea di Cicerone, tutti conservati presso la British Library: London, British Library, ms. Harley 2506, London, British Library, ms. Cotton Tiberius B. V., London, British Library, ms. Cotton Tiberius C. I.. Costituisce il modello testuale e iconografico per gli altri tre.


Contenuto del ms.:

ff. 1r-2r: De nominibus stellarum.

f. 2r: Oratio ad sanctam Trinitatem.

f. 2r: De sole et luna.

ff. 2v-17v: M. Tulli Ciceronis Aratea cum scholiis, corredato da 23 immagini di costellazioni. All'interno delle immagini si trovano excerpta del De Astronomia di Igino. Al f. 16, in margine al testo ciceroniano, si trovano excerpta dal libro XVIII della Naturalis Historia di Plinio (De praesagiis tempestatum).

ff. 17v-18r: excerptum dal Commentarium in Somnium Scipionis di Macrobio (De mensura et magnitudine terrae).

ff. 18r-18v: excerpta dal De nuptiis di Marziano Capella (De mensura lunae, Argumentum quo magnitudo terrae deprehensa est).

ff. 18v-20r: excerpta dal libro II della Naturalis Historia di Plinio (De positione et cursu septem planetarum).

f. 20r: excerptum dal Commentarium in Somnium Scipionis di Macrobio (De mundano anno).

ff. 20v-21r: bianchi.

f. 21v: planisfero celeste, raffigurante le costellazioni del cielo boreale e di quello australe, ciascuna corredata da didascalia. Il planisfero venne aggiunto probabilmente all'inizio dell'XI sec.; responsabile delle didascalie è il monaco Gervigo, che si firma nella subscriptio finale: "Ista proprio sudore nomina unoquoque propria ego indignus sacerdos et monachus nomine Gerwigus repperi ac scripsi - pax legentibus".


La serie delle figure, rispetto all'elenco fornito dal testo integrale degli Aratea, non è completa perché il codice è mutilo e acefalo. Il testo degli Aratea è riportato solo parzialmente e sembra essere utilizzato quasi come didascalia dotta dell'illustrazione. Il commento, costituito da excerpta del De Astronomia di Igino, redatto in capitale rustica, è disposto in modo tale da risultare parte integrante delle immagini, delle quali costituisce al contempo ossatura grafica e approfondimento esegetico. La raffinatezza delle immagini di questo esemplare manoscritto, la cura calibrata dell'impaginato, l'uso di una scrittura come la capitale rustica, nonché la specificità iconografica di alcune immagini, fanno pensare che il modello di questo codice debba rimontare ad un'edizione particolarmente elegante di età romana.

Link

Il manoscritto si può vedere a

http://www.bl.uk/manuscripts/FullDisplay.aspx?ref=Harley_MS_647

http://www.e-codices.unifr.ch/de/list/one/cb/0007



Bibliografia:

Saxl III (Saxl, Meier 1953), pp. 149-151.

P. Galluzzi, scheda di catalogo, in Galileo. Immagini dell'universo dall'Antichità al telescopio, catalogo della mostra (Firenze, Palazzo Strozzi, 13 marzo-30 agosto 2009), a cura di P. Galluzzi, Firenze 2009, pp. 132-133, n. II.4.1

Testi contenuti

Autore: Fabio Guidetti, Allegra Iafrate