Stelle

Stelle


Pochi elementi celesti presenti nelle fonti egiziane sono stati identificati con successo. Fra di essi spiccano per il cospicuo numero di apparizioni Sirio e la costellazione di Orione. La prima, in egiziano Sopdet, era in genere associata alla dea Isi, alla piena del Nilo, alla mummificazione. Orione, in egiziano Sah, formava con Sirio una coppia frequente: associata ad Osiri, consorte di Isi, era una costellazione araldica, in quanto, sorgendo sempre prima di Sirio, ne annuciava l’imminente apparizione.
Le fonti egiziane parlano spesso di Stelle Imperiture e Stelle Infaticabili: le prime, in egiziano ikhemu sekiu (‘quelle che non conscono il perire’, dunque ‘che non tramontano mai’), sono state identificate con le stelle circumpolari; le seconde, in egiziano ikhemu uredj, con le stelle dell’emisfero sud. Solo alcune delle ikhemu sekiu sono state identificate con un certo grado di consenso degli studiosi: il Grande Carro (zampa anteriore di un bue, chiamato Meskhetiu), l’Auriga (Ippopotamo con un coccodrillo sulla schiena, chiamata Reret); il Leone (esattamente un leone, chiamato Mai), l’Idra (coccodrillo) e i Gemelli (uomo con le braccia alzate). Nei Testi delle Piramidi le stelle circumpolari sono la mèta del viaggio che il sovrano intraprende dopo la morte. Stelle Imperiture e Stelle Infaticabili sono contemporaneamente il luogo di residenza del defunto e, rispettivamente, l’equipaggio della barca diurna e della barca notturna di Ra.
La prima attestazione dei pianeti compare nella tomba di Senenmut (metà del II millennio a.C.), ma è probabile che fopssero noti in precedenza. I pianeti noti agli egiziani erano: Horo che illumina le Due Terre (Giove), Horo-Toro del Cielo (Saturno), Horo il Rosso (Marte), Sebegu (Mercurio) e la Stella che Attraversa (Venere).