Capricornus

Commento astronomico


Il Capricorno è una costellazione di scarsa luminosità, ma già conosciuta nel mondo mesopotamico, con una figura che assomigliava al nostro: era chiamata “pesce-capra” SUHUR-MASH-HA.
Al tempo di Eratostene e di Ipparco il solstizio invernale si trovava ancora in questa costellazione e da qui iniziava la risalita in cielo del sole; per questo motivo era un punto di grande valore simbolico. La posizione più meridionale del sole, durante il solstizio d'inverno nell'emisfero boreale, è chiamata ancora oggi Tropico del Capricorno, un termine che indica anche sulla terra il parallelo in cui il sole si trova allo zenith a mezzogiorno del solstizio d'inverno. Per la precessione degli equinozi il solstizio d'inverno si trova oggi nel Sagittario.
La stella più luminosa del Capricorno è a Cap, Algedi, “il capretto”.
Secondo Arato il passaggio del sole nel Capricorno segna terribili tempeste per i marinai.


Catastersmi e identificazioni mitiche



Nei Catasterismi questa costellazione rappresenta il figlio della capra che allattò Zeus e assomiglia a Egipan. In occasione dello scontro di Zeus con i Titani, costui scoprì il suono terrificante della conchiglia Panicon con cui armò gli dèi alleati di Zeus e con questo rumore mise in fuga i Titani. Preso il potere, Zeus lo mise fra le stelle. La coda di pesce ricorderebbe proprio il fatto che trovò la conchiglia marina.
Secondo un’altra versione il dio Pan, per nascondersi a Tifone, si sarebbe trasformato per metà in capro e per metà in pesce, meritando per questo l'ammirazione di Zeus e un posto fra le stelle.