Abido (Egitto)

Abido era uno dei maggiori centri di culto dell’antico Egitto, la città sacra al dio Osiri. Il tempio maggiore venne eretto da Sethi I (1306-1290 a.C.) e rimane uno degli esempi più raffinati di arte egiziana. Qui venivano celebrati i misteri di Osiri, cerimonie religiose che prevedevano anche rappresentazioni “teatrali”. Uno di questi testi appare inciso sulle pareti del tempio ed è conosciuto come “Testo drammatico di Abido”. È un testo mitologico con qualche riferimento astronomico al transito delle stelle nel cielo, personificato dalla dea Nut, la quale ingoia le stelle di giorno e le partorisce di notte:

[…] Queste stelle navigano verso l’estremità del cielo e al di là durante la notte, mentre appaiono e sono contemplate. Poi esse navigano all’interno di Nut durante il giorno, mentre non appaiono e non sono contemplate; esse vi penetrano dopo questo dio (= il sole) ed escono dopo di lui; navigano dietro a lui portate da genî. Riposano ai loro posti dopo che Sua Maestà (= sempre il sole) si è coricata nell’orizzonte occidentale.
Esse entrano nella bocca di Nut, nella sua testa, a occidente; allora essa le mangia e Geb rimprovera Nut ed è furioso contro di lei perché ha mangiato i suoi figli. Da allora il suo nome fu detto: 'Scrofa che mangia i suoi porcellini', perché essa li mangiava. Allora suo padre Shu la sollevò e la issò sulla sua testa dicendo: «Sta’ attento, Geb! Non la rimproverare perché mangia i suoi figli, perché essa darà loro di nuovo nascita: rivivranno e riappariranno dalle sue pudenda, ogni giorno, a oriente, come quando fu data loro nascita»