Astronomia nell'Antico Egitto

La civiltà egizia ha sviluppato un modo tutto originale per spiegare e descrivere i fenomeni celesti: mentre gli elementi di astronomia religiosa, cosmologia e cosmogonia appaiono preponderanti, sono del tutto assenti i valori astrologici tipici, ad esempio, della tradizione babilonese. Purtroppo non si conosce molto dell’astronomia egizia, sia perché le fonti conservate sono poche sia perché poco dicono di chiaro sulle scoperte astronomiche fatte dagli antichi egizi. Non si sono conservati trattati astronomici, tipici ad esempio del mondo ellenistico. Le fonti usate dagli studiosi sono diversi testi di carattere religioso, oltre a qualche dozzina di diagrammi celesti dipinti o scolpiti sui soffitti di diverse tombe e templi dal Nuovo Regno fino all’età romana e in alcuni sarcofagi di Primo Periodo Intermedio (2181-2055 a.C.) e Medio Regno (2055-1650 a.C.), oltre che su pochi altri oggetti, come ad esempio la clessidra di Karnak (regno di Amenhotep III).

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