Aries

Commento astronomico



L'Ariete è una costellazione piccola e di modesta luminosità; è importante dal punto di vista astronomico, perché durante il secondo e quasi tutto il primo millennio, dopo il Toro e le Pleiadi, è stata la costellazione che ha ospitato l'equinozio di primavera; per questo il punto vernale, che indica proprio il punto di incrocio fra l'equatore e l'eclittica, si chiama anche ancora oggi Punto dell'Ariete; per questo punto passa il coluro equinoziale, il meridiano celeste utilizzato per determinare la posizione degli astri nei vari sistemi di coordinate celesti. Oggi, per la precessione degli equinozi, il punto vernale si trova invece nella costellazione dei Pesci.
Anche se è conosciuta col nome di MUL-LU-HUN-GA, “Bracciante agricolo”, la costellazione sarebbe già collegata all'ariete nel mondo babilonese (WHITE 2008, 127-131).

Secondo Plinio (N.H. 2,31) le costellazioni dell'Ariete e del Sagittario sarebbero state introdotte da Cleostrato di Tenedo (VI sec. a.C), forse il primo greco ad averne scritto a sua conoscenza.

Catastersmi e identificazioni mitiche



Nei Catasterismi la costellazione rappresenta l’ariete che mise in salvo Frisso ed Elle. Figli di Nefele e Atamante, re di Beozia, i due erano caduti vittima di un inganno della matrigna Ino: la donna aveva fatto seminare del grano tostato, le messi non germogliarono e furono inviati messaggeri a consultare l'oracolo di Delfi; Ino convinse questi ultimi a riferire che per uscire dalla carestia il dio chiedeva di sacrificare Frisso. L'ariete inviato da Nefele mise in salvo i due giovani: nel viaggio Elle cadde in mare, Frisso invece fu sbarcato in Colchide dove offrì a Zeus Frixios il manto d’oro dell’Ariete.
Per aver così lasciato sulla terra il suo manto splendente, l’Ariete sarebbe una costellazione poco luminosa.
In altre fonti l’Ariete è messo in rapporto con Dioniso e con il Ammone, il dio dalla testa di ariete.