Pegasus

Commento astronomico



Il tratto più caratteristico di questa costellazione è il grande quadrato costituito dalle stelle a, b, g Peg e a And (d Peg), di seconda magnitudine, quadrato denominato “il Campo” (ASH-IKU) nell'astronomia babilonese. La stella a And, Sirrah, è in comune con Andromeda e oggi attribuita a quest'ultima costellazione.
Il Cavallo ha la testa rivolta verso il basso non lontano dall'equatore. E' considerato velocissimo da astronomi antichi perché nel suo giro percorre la sfera celeste nel suo punto più largo (l'equatore) nello stesso tempo in cui le costellazioni circumpolari compiono il loro giro, molto più breve.
l nome più antico della costellazione è Cavallo e, come ci conferma l'identificazione con Ippe che il nostro testo fa risalire ad Euripide, la forma più antica della figura era senza ali. Di essa rimane traccia nella costellazione del Cavallino, Equuleus, una delle più piccole del cielo, che è raffigurata accanto al Cavallo, è nota a Tolomeo e fatta risalire a Ipparco da Gemino.
Il mito di Ippe dà spiegazione della particolare figurazione del cavallo in cielo - è visibile solo nella metà anteriore - e della sua posizione rispetto alla costellazione del Centauro - quando una sorge, l'altra tramonta.
Nella tradizione è prevalsa invece l' identificazione con Pegaso e a partire almeno da Tolomeo il cavallo viene raffigurato con le ali e così compare in genere nell'iconografia tardo antica e medioevale dei manoscritti.
Tuttavia il Cavallo senza ali, come anche Eratostene lo descrive, è conservato in alcune illustrazioni, come nel planisfero del manoscritto di Germanico NLW 735C, f. 10v, fig. 1, dove pure il testo che riguarda il Cavallo è ormai illustrato con il canonico cavallo alato.
Interpretata come Pegaso anche questa costellazione rientra nella” scena tragica” assieme ad Cefeo, Cassandra, Andromeda e Perseo, visto che il cavallo alato scaturì dalle gocce del sangue di Medusa quando fu uccisa dall'eroe, il quale, proprio di ritorno dall'impresa, vide Andromeda e se ne innamorò.

Catastersmi e identificazioni mitiche



Secondo Arato questa costellazione rappresenta Pegaso, il feroce cavallo alato nato dal collo della Gorgone quando questa fu uccisa da Perseo. Pegaso serve Zeus trasportando per lui la folgore, ma per Arato è il cavallo dal cui colpo di zoccolo scaturì la sorgente Ippocrene sul Monte Elicona. Questa è la sorgente presso la quale Esiodo ricevette la sua investitura a poeta dalle Muse. Pegaso rappresenta perciò l’origine divina dell’ispirazione poetica.
Secondo Eratostene invece era Ippe figlia di Chirone. Era cacciatrice e seguace di Artemide; sedotta da Eolo, si rifugiò sui monti e ottenne di essere trasformata in cavallo in modo da non essere riconosciuta. Sta in cielo in un punto dove non è visibile da suo padre, che è raffigurato nella costellazione del Centauro, e la parte posteriore del suo corpo non è visibile, in modo che non si possa riconoscere che si tratta di una femmina.

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