Fulda

Il monastero benedettino di Fulda, in Assia, dedicato al SS. Salvatore, venne fondato nel 744 da Sturmio, discepolo di san Bonifacio, l'evangelizzatore della Germania; il luogo era probabilmente già sede di un castello in età merovingia, e venne assegnato al monastero dal maestro di palazzo Carlomanno. Sturmio giunse con alcuni compagni dal monastero di Hersfeld; San Bonifacio in persona lo nominò quale primo abate della nuova fondazione monastica, che nelle sue intenzioni doveva diventare anche un luogo di formazione per nuovi missionari in Germania, all'epoca ancora poco cristianizzata. La regola del monastero venne modellata su quella di Montecassino e Sturmio stesso si recò in Italia nel 748 per esprimere a Montecassino la volontà di affiliarsi all'ordine benedettino. Per assicurare l'assoluta autonomia alla nuova fondazione, Bonifacio ottenne nel 751 da papa Zaccaria il privilegio della diretta dipendenza dalla Santa Sede, che sottraeva il monastero ad ogni giurisdizione episcopale: ciò gli garantirà in futuro l'indipendenza politica, l'autonomia economica e anche il possesso di territori in Turingia ed in Sassonia.

San Bonifacio venne sepolto proprio a Fulda dopo il suo martirio, avvenuto nel 754 in Frisia. Questo fece di Fulda una delle principali mete di pellegrinaggio della Germania e portò prestigio alla fondazione, oltre a molte offerte e benefici materiali. In seguito a ciò, il vescovo di Magonza cercò di riportare il monastero sotto la sua giurisdizione, ma nel 765 il re Pipino il Breve confermò il privilegio di papa Zaccaria e concesse a Fulda il diretto patrocinio della monarchia franca, insieme a donazioni di terre, città e rendite. A partire dal 772, con le spedizioni di Carlo Magno in Germania e la conversione più o meno forzata dei popoli sassoni, il monastero di Fulda estese notevolmente la propria influenza, fondando abbazie e sedi vescovili in cui insediare monaci e predicatori. Nel 782 Fulda ricevette la visita del re, e su sua iniziativa venne aperta nel monastero una scuola pubblica; i più dotati tra i monaci (fra i quali Rabano Mauro, il futuro abate) vennero mandati a Tours a studiare presso Alcuino di York. Alla fine dell'VIII sec. l'abbazia contava più di 360 monaci, e nel 791 si avviarono grandi lavori di ricostruzione, che fecero del monastero uno dei capolavori dell'architettura carolingia. Il periodo in cui fu abate Rabano Mauro (822-842) fu quello di massima fioritura del monastero, che con i suoi 600 monaci e una biblioteca di circa 2000 codici divenne uno dei principali centri culturali e scientifici del Sacro Romano Impero.

A partire dal 968 gli abati di Fulda ricoprirono la carica di superiori generali dell'ordine benedettino in Germania; nel frattempo si era andato formando intorno al monastero un piccolo insediamento, che diede origine alla odierna città di Fulda. Durante il regno di Enrico II, all'inizio dell'XI sec., il monastero iniziò a battere moneta, mentre il circostante villaggio cominciò ad essere un importante centro di mercato. Nel 1220 il monastero venne elevato al grado di principato ecclesiastico dall'imperatore Federico II.

Le relazioni tra l'autorità abbaziale e la popolazione di Fulda furono spesso travagliate, perché la città cercava di affrancarsi dal controllo ecclesiastico. Nel 1525, durante la rivolta dei contadini, la popolazione di Fulda saccheggiò il monastero; non appena l'ordine fu ristabilito, però, l'antica abbazia divenne un importante centro della Controriforma in Germania, soprattutto dopo l'arrivo, nel 1571, dei Gesuiti. Più volte sottoposto ad attacchi e saccheggi durante la Guerra dei Trent'Anni, il monastero venne completamente rinnovato in stile barocco a partire dal 1700, con la costruzione della attuale chiesa al posto dell'antica basilica carolingia. Nel 1752 Benedetto XIV elevò Fulda a sede vescovile. Nel 1803, infine, la secolarizzazione napoleonica mise fine al principato ecclesiastico: con il Congresso di Vienna, il territorio del monastero venne annesso al principato di Assia, e infine, insieme a quest'ultimo, passò nel 1866 alla Prussia. Oggi la città resta sede vescovile.


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