Tegernsee

Il monastero benedettino di Tegernsee, dedicato a san Quirino, venne fondato nell'VIII secolo e fino al 1803 fu la più importante comunità benedettina in Baviera, riuscendo ad estendere la propria influenza anche su parti del Tirolo e della Bassa Austria. In seguito alla secolarizzazione, dopo alterne vicende, il complesso monastico entrò a far parte del patrimonio della famiglia regale bavarese, i Wittelsbach, ai quali tuttora appartiene; la chiesa abbaziale è attualmente utilizzata come chiesa parrocchiale del villaggio di Tegernsee.

Il monastero venne fondato intorno al 765 da monaci provenienti da San Gallo e dedicato a san Quirino, le cui reliquie vennero traslate qui da Roma nell'804. Secondo la tradizione, i fondatori furono i fratelli Ottocaro e Adalberto, che facevano parte della corte di Pipino il Breve; i due sarebbero stati imparentati con la casata degli Agilolfingi, che governavano la Baviera con il titolo di duchi, come vassalli dei re franchi.

Nel 788, in seguito all'annessione della Baviera al regno franco, Tegernsee divenne un monastero reale carolingio; la comunità venne però notevolmente indebolita dalle razzie ungheresi e dalla politica antiecclesiastica del nuovo duca di Baviera, Arnolfo: questi nel 907 aveva approfittato della vacanza del trono imperiale per rendere nuovamente indipendente il suo feudo, e aveva avviato una politica di confisca dei beni e delle terre della Chiesa. Nel corso del X secolo il monastero conobbe quindi un periodo di declino, che culminò nell'incendio che lo distrusse intorno al 970.

Il monastero venne rifondato e restaurato nel 978, su iniziativa dell'imperatore Ottone II, come abbazia imperiale, con l'insediamento di monaci provenienti dall'abbazia di San Massimino a Treviri. In questo periodo, grazie all'attività dell'abate san Gottardo (1001-1002), del monaco Froumund (1006-1012) e dell'abate Ellinger (1017-1026 e 1031-1041) l'abbazia divenne un importante centro di studio e produzione di manoscritti, ed ebbe parte attiva nella reintroduzione dell'ordine benedettino in Baviera. Questo periodo d'oro dell'abbazia durò almeno fino alla fine del XII secolo; in seguito, tuttavia, il monastero divenne oggetto di contesa tra i vescovi di Frisinga e Passau e le casate nobiliari della zona: come risultato esso conobbe un nuovo periodo di declino tra il XIII ed il XIV secolo, concluso ancora una volta da un grave incendio, avvenuto nel 1410.

Nel 1426 Tegernsee ricevette una visita dal vicario generale Grünwalder che contribuì a segnare l'inizio di un nuovo periodo di fioritura per il monastero; nei decenni seguenti, con il supporto del legato pontificio, il cardinale Nicola Cusano, essa divenne uno dei centri delle Riforme dell'Abbazia di Melk, che aprì l'ordine benedettino, fino ad allora ristretto alla nobiltà, anche a persone di altre classi sociali. Questa seconda fioritura continuò anche nel secolo successivo: dal 1573 il monastero ebbe la sua propria pressa da stampa, che permise la pubblicazione, grazie ai privilegi imperiali, di numerosi testi di teologia, liturgia e teoria musicale. La comunità sopravvisse alla confusione della Guerra dei trent'anni (1618-1648), quando l'abbazia venne razziata dai soldati svedesi. Gli edifici conventuali e la chiesa vennero rinnovati in stile barocco tra il 1684 e il 1688.

Nel 1803 la secolarizzazione pose fine alla storia dell'abbazia. Il sito venne acquistato dal barone Drechsel per la sua birreria, ma in una piccola parte di esso sopravvisse una comunità monastica non ufficiale, rimasta fino al 1861.
Gli edifici del monastero furono acquistati nel 1817 dalla famiglia regnante dei Wittelsbach, attratti dall'inusuale bellezza del luogo, e vennero trasformati in una residenza estiva: il complesso, con il nome di Schloss Tegernsee, è tuttora in possesso della famiglia Wittelsbach.



Link:
Wikipedia
Haus der Bayerischen Geschichte