Angoulême

Il monastero benedettino di sant'Eparchio (in francese Saint-Cybard) sorse secondo la tradizione già alla fine del VI sec., presso il luogo in cui aveva vissuto il santo eremita, in una grotta subito fuori dalla città di Angoulême: la prima chiesa venne consacrata poco dopo la morte del santo (avvenuta nel 581) dal vescovo Gregorio di Tours. Il monastero fu fiorente in epoca carolingia, ma nell'863 venne distrutto da un'incursione vichinga e venne ripopolato solo qualche anno più tardi, tra l'897 e il 906, da monaci provenienti dall'abbazia di Charroux. A partire dal 950 il monastero fu ricostruito dal conte di Angoulême, Guglielmo: questo fu il periodo della sua massima fioritura; verso la fine dell'XI sec. adottò la regola cluniacense.

Nel 1568, durante le guerre di religione, la città di Angoulême venne occupata dai protestanti e il monastero fu gravemente danneggiato: restò in piedi solo la navata settentrionale della chiesa con le cappelle adiacenti, tra cui la cappella funeraria dei conti di Angoulême. Dopo questa distruzione, il monastero non tornò più all'antico splendore: i resti della chiesa vennero abbandonati, una chiesa più piccola venne edificata sul sito del vecchio refettorio, a cui si affiancò alla metà del XVII sec. un nuovo edificio abbaziale. Il sito venne poi nazionalizzato e venduto in seguito alla Rivoluzione: quanto restava del monastero venne completamente distrutto, e al suo posto si installarono impianti industriali, poi abbandonati; dal 1984 il complesso industriale, ristrutturato, ospita il Centro Internazionale del Fumetto.