Taurus

Commento astronomico


Nel terzo millennio questa costellazione era il Toro celeste (GUD.AN.NA); era più estesa dell'attuale e allora ospitava l'equinozio di primavera, fatto che le conferiva grandissima importanza.
Nella raffigurazione greca il Toro è più piccolo, visibile solo nella metà anteriore (quella posteriore è diventata la costellazione dell'Ariete), e non è più così carico di significato, perché l'equinozio si era spostato nell'Ariete.
Fa parte della costellazione una stella di prima magnitudine, a Tau, Aldebaran, una delle più lumiose del nostro emisfero. Il Toro ha nei sui confini anche due ammassi aperti visibili a occhio nudo e per questo ben conosciuti all'antichità, le Pleiadi e le Iadi. Nell'astrotesia comune greca questa costellazione ha la stella che si trova su uno dei corni in comune con l'Auriga di cui indica l'estremità di un piede.
Con il telescopio si può osservare vicino all'estremità del corno più in basso la Nebulosa del Granchio, resto dell'esplosione di una supernova; l'esplosione fu avvistata dalla Terra il 4 luglio1054 e restò visibile a occhio nudo e in pieno giorno per mesi; ne conservano registrazione testi storici cinesi.


Catastersmi e identificazioni mitiche




Immagini antiche della costellazione




Antiche descrizioni della costellazione