Auriga

Commento astronomico


Come nel caso del Cancro con Asini e Mangiatoia, anche nell'Auriga siamo di fronte a una figurazione che ne ingloba un'altra preesistente e di origini antiche.
La stella che dà origine alla figurazione della Capra e Capretti è anche la più luminosa dell'Auriga, a Aur, Capella; con una magnitudine 0, è la sesta più luminosa del cielo.
Nell'astrotesia ancora oggi canonica e che si trova già in Eudosso (frg. 29 Lasserre), l'Auriga ha la stella su un piede (b Aur), in comune con la costellazione del Toro, della quale costituisce l'estremità di uno dei due corni (b Tauri).
La costellazione è attraversata dalla Via Lattea e la scarsezza di polveri in questo punto del cielo permette l'osservazione di galassie e oggetti celesti molto lontani.

Catastersmi e identificazioni mitiche


Secondo Eratostene questa costellazione rappresenta Erittonio, nato dal seme di Efesto e cresciuto da Atenea; fu il primo uomo che aggiogò cavalli a un carro e guidò per primo la processione delle Panatenee.
Secondo un’altra interpretazione invece si tratta di Mirtilo, figlio di Ermes e auriga di Enomao, che tradì il suo padrone nella gara di corsa con Pelope, sostituendo con cera i perni delle ruote del carro di lui. Premio della corsa sarebbe stata, in caso di vittoria, la mano di Ippodamia, figlia di Enomao. Mirtilo, innamorato di Ippodamia, aveva sperato di potersi avvicinare a lei una volta eliminato il padre. Fu invece ucciso da Pelope e morì maledicendolo.
Altre interpretazioni: l'argivo Orsiloco, anche lui inventore della quadriga; Ippolito, figlio di Teseo; Fetonte, figlio del Sole.