Corbie

Monastero benedettino situato nella Francia settentrionale, nella regione della Piccardia, circa 10 km a est di Amiens.

Venne fondato nel 657 dalla regina Batilde, moglie di Clodoveo II re di Neustria, sul sito di una preesistente fortificazione, costruita a guardia di un passaggio del fiume Somme. Venne popolato da monaci provenienti dall'abbazia di Luxeuil, in Borgogna, guidati da Teodofredo, che divenne abate della nuova fondazione.

Fin da subito, come prescriveva la regola benedettina, Corbie divenne un grande centro di cultura: di Teodofredo stesso ci è pervenuta una produzione poetica di argomento didascalico (versi sulle età del mondo e sulla descrizione della terra). Il massimo splendore culturale e politico del monastero venne raggiunto tra l'VIII e il IX sec.
Tra i suoi monaci vanno ricordati almeno:
- Martino di Corbie, che fu precettore di Carlo Martello;
- l'abate Adelardo, cugino di Carlo Magno e membro della sua schola Palatina;
- l'abate Vala, fratello di Adelardo, che anche dopo la monacazione (forse coatta) ebbe una parte attiva nelle lotte dinastiche successive alla morte di Carlo Magno: fu infine esiliato da Ludovico il Pio in Italia, dove divenne abate del monastero di Bobbio;
- l'abate e teologo Pascasio Radberto, che scrisse importanti trattati sull'Eucaristia e sulla verginità di Maria (fu il primo a formulare la dottrina della transustanziazione);
- il suo avversario Ratramno di Corbie, autore anch'egli di opere sugli stessi argomenti, oltre che sulla predestinazione. Intervenne anche nella controversia sullo scisma d'Oriente con un trattato Contra Graecorum opposita, scritto in risposta a Fozio, patriarca di Costantinopoli.

A partire dal XII sec., tra gli abati di Corbie si contano alcuni tra i più importanti ecclesiastici francesi, come il cardinale Luigi di Lorena, fratello del duca di Guisa e fatto assassinare insieme a lui nel 1588 dal re Enrico III; ma anche prelati di origine italiana, come il cardinale Giulio Mazzarino (potentissimo ministro di Luigi XIII e Luigi XIV), Camillo Pamphili o Filippo di Savoia. Anche il filologo e paleografo Jean Mabillon fu monaco a Corbie. L'ultimo abate del monastero fu il cardinale di Brienne, che fu ministro delle finanze di Luigi XVI e successivamente aderì alla Rivoluzione, ma morì in carcere nel 1794.

In seguito alla Rivoluzione il monastero venne chiuso e in gran parte smantellato; oggi resta solo parte della navata della chiesa gotica, iniziata nel 1501 e terminata solo nel 1775, riadattata a chiesa parrocchiale del villaggio di Corbie.


Quello di Corbie è considerato uno dei più importanti scriptoria, prima merovingi e poi carolingi. Della sua produzione sopravvivono più di 200 manoscritti, in parte conservati nella biblioteca municipale di Amiens, in parte trasferiti già nel XVII sec. al monastero parigino di Saint-Germain-des-Prés e da lì dispersi in seguito agli eventi della Rivoluzione: oggi molti di essi si trovano in diverse biblioteche europee. Tra i codici più famosi vanno citati almeno: il corpus Corbiense delle opere di Tertulliano; il Parisinus Latinus 12161, un palinsesto che ha conservato frammenti delle lettere di Frontone; il Vaticanus Latinus 3864, contenente i discorsi delle Historiae di Sallustio; il Laurentianus Plut. 63,20, che conserva la terza decade delle Storie di Livio.

link:
Wikipedia
Catholic Encyclopedia
Corpus Corbiense di Tertulliano
scrittura merovingica di Corbie