Harkhebi, astronomo, incantatore di serpenti e di scorpioni

Questo sacerdote vissuto nel III secolo a.C. è noto per un’iscrizione incisa sul pilastro posteriore di una sua statua, in cui descrive in dettaglio le sue mansioni in qualità di astronomo:

Principe ereditario, conte, amico unico, esperto nei geroglifici, uno che osserva tutto ciò che si può osservare nel cielo e sulla terra, esperto nell’osservare le stelle senza errore, uno che annuncia sorgere e tramontare al loro tempo, con gli dèi che predicono il futuro, per cui si è purificato nei loro giorni, quando il decano Akh è sorto eliacamente dietro Venere dalla terra, e ha reso i paesi contenti con le sue predizioni; uno che osserva la culminazione di ogni stella nel cielo, conoscendo il sorgere eliaco di ogni [...] in un anno buono; uno che annuncia la levata eliaca di Sirio all’inizio dell’anno e la osserva nel suo primo giorno di festa, calcolando il suo corso nel tempo designato, osservando cosa fa ogni giorno; ogni cosa che essa ha ordinato è incarico suo; uno che conosce la direzione nord e la direzione sud del disco solare, annunciandone tutte le meraviglie e stabilendo per loro il loro momento; dichiara quando sono avvenuti, venendo nel loro tempo; uno che divide le ore dei due periodi senza sbagliare di notte [...] uno esperto in ogni cosa che si vede nel cielo, ogni cosa che ci si aspettava, uno che è esperto delle loro congiunzioni e movimenti regolari, uno che non rivela nulla riguardo al suo rapporto fatto al re dopo che il suo giudizio è stato emesso; nessun signore può smentire uno dei suoi consigli al Signore delle Due Terre; uno che pacifica scorpioni, sa come rimuovere i serpenti indicando le loro tane e attirandoli dentro, chiudendo le bocche dei loro abitanti, i loro serpenti [...] (trad. CLAGETT 1995, pp. 495-496)